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martedì 12 novembre 2013

Bambina sullo scoglio



Dove si frange la schiuma dell'onda
vorrei tuffarmi chiudendo gli occhi
perdermi nel vitreo azzurro
mentre il coperchio dell'acqua
si chiude sul mio corpo senza peso
Sarò ancora fanciulla
ancora adulta e vecchia
in una discesa e una risalita
Quando riaprirò gli occhi
il cielo sarà una liquida marea
in cui daccapo tuffarmi


SULLO SCOGLIO
Tuffarmi ad occhi chiusi
dove si spezza l’onda e si fa schiuma
e si dissolve il corpo senza peso
nell’azzurra oscurità,
discendere nel vortice fanciulla
alla fresca carezza che adulta
mi accompagna nella risalita
al confine che mi sovrasta,
dove vecchia riaffioro
con occhi spalancati alla distesa
sottosopra del cielo

 e nella luce daccapo tuffarmi

giovedì 17 ottobre 2013

Il filo del mare

Il mare ha una trama di seta lucida
che certe volte si aggroviglia in lana
grezza di muschi ritorta e d’umida
fanghiglia d’alghe, sempre dipana
 in qualunque momento
un filo che l’occhio segue attratto
dal suo formarsi lento
in superficie, lento ma chiaro tratto
ora dolce e ondulato
ora franto e spezzato,
ora corrente riga di corsivo
-La scrittura del mare vivo -
fiotto d’inchiostro che si fa sottile
 dall’abisso scaturito,
 verbo nudo e scarnito,
a dire il profondo e l’infinito
a penetrare la pelle senile
con rude tocco salso dell’orbace,
filo di lana di pecora antica
che tesse cilici e dice pace
col sangue, che il mare lava
 con il filo che avvolge e che affatica
il filo della lenza e della rete,
il filo che giunge a riva
insieme all’onda di sale e sete,
la sua curva sinuosa cavalcando
s’impunta in ago e al fondo s’ingruma
 in frange di corallo riaffiorando
ed  in schegge di luna.
Dice il sogno e la reale sospensione
dell’ora quando l’attesa pesa
sulla lunga agonia della stagione

venerdì 23 agosto 2013

frescura nel golfo





Come placido stai quasi immoto
Vello di frescura,
scialle di trame lucenti
sulla pelle che invischi di sussurri ,
brividi  di carezze, e dei baci
rimasti sulla punta delle dita,
golfo verde e turchese
che ora ti incurvi per accogliermi
tra le tue braccia tese
poi ti ritiri nella linea lontana
e netta come una fine

lunedì 19 agosto 2013

senecio leucanthemifolius e catapodium rigidum







voi piccoli  fiori autoctoni
sul lito abbarbicati  d'arsa ghiaia
e come le leopardiane ginestre
invitti al fuoco estivo
pure fragili e dolci come oboi,
parentesi tra terra e mare,
le gialle corolle al cielo volgete,
stagliate tra  l'azzurro e il bianco,
rustiche e spettinate
d'inconsapevole preziosa rarità


martedì 16 luglio 2013

FARO





meta d'eterne tempeste
e d'uccelli marini temporaneo
riposo sulla scogliera
t'ergi solitario  porgendo
quando la furia impazza
all'onda l'alto tuo baluardo
e placido ti specchi
nella piatta monotonia
del buon tempo sereno




martedì 11 giugno 2013

la Pelosa sotto il maestrale




TESSE LA TELA IL MAESTRALE

È appesa al cielo la matassa di nubi
Che sfilaccia il maestrale
Sulla trama di rosate trasparenze
E veli d’azzurro
lucenti fili ordiscono le spume
Per adagiarsi infine sulla tenera
Battigia in lenzuoli lisci
Di finissima seta

sabato 4 maggio 2013

barche al porto vecchio



in fila come perle d'una rotta
collana 
rotolano rimbalzando
allegre
nei riflessi 
dei propri sgargianti colori
sulla superficie
 verde
dello specchio 
d'acqua

domenica 26 agosto 2012

BOSA LE CONCIE





D'aria antica e moderna si fa via
il fiume placido che invecchia sotto il ponte
ai moli barche da pesca e gabbiani
che dondolano fermi
e godono il sole con le penne scintillanti,
nel becco un sorriso ironico
e amaro che si tramuta in grido
quando il vento li chiama a planare
alti oltre l'umano

mercoledì 22 agosto 2012

In spiaggia COLORI



Sta a lato della piazza Povertà
ed ha la mano nuda e il corpo a terra
dove la terra è nuda.
Schiava di fame e di necessità
di una coperta al freddo
di suola alle scarpe nuova
dell’oggetto essenziale
al necessario bisogno corporale.
E’ cattivi pensieri o stanchi
e rassegnati non pensieri
una rinuncia all’anima
una lotta di carne e sangue e d’unghie.
Come disse il povero al potente
quando la falce nera
uguali nella polvere li rese
ciò che hai avuto e goduto
ch’è frutto d’un mal speso potere
i poveri te l’hanno concesso
perché giustizia ci fosse
e fossero i beni ripartiti
a tutti fosse il lavoro un diritto
e premio la ricchezza alla fatica.
Tu l’ordine hai sovvertito
e del potere hai fatto un vizio
i ricchi hai arricchito
ed ai poveri hai tolto il rispetto.
Come disse al povero il potente
quando la falce nera
nella polvere uguali li rese
finché ho potuto ho preso
perché sapevo che giustizia non è
e giudizio nemmeno nella terra
che gira né nella polvere nera
e se ora siamo uguali
sei sempre tu nel confronto
il perdente.
 E a lato della piazza Povertà
ha la mano nuda e il corpo a terra
dove la terra è nuda.

Stintino anni '30



Dei mille panorami si sciorina
All’ovest pallido d’umidi veli
L’unico a me che chiama di mari e spini
L’acre respiro ed avaro d’intrichi
S’involve in sé raspando la terra
Ma d’improvviso s’espande
E s’offre scarmigliato e nudo
Al vento che di maestro impone
La sua ala scalpitante 


giovedì 28 giugno 2012

Saline RIFLESSI




L’argento in squame franto
pesa come un’armatura lucente
scudo si fa di liquidi sussulti
battono cuori profondi nell’oltre
degli abissi oscuri ove il raggio frange
di luce ad echi ascosi scrigno
che abbaglia per non sentire
l’urto d'onda vibrante d'opali 

giovedì 23 febbraio 2012

MARE E ULIVI






dal ramo dell'ulivo l'ombra
che pende s'insinua
sulla pendice scoscesa
e beve avida al tuo azzurro




haiku


l’ombra del ramo
pende verde sul mare
sete d’azzurro

ULISSE


Non senti l'incanto delle sirene
dove il selvaggio mare
ti richiama all'azzurro.
Vuoto di terre e di preghiere vola
allo scoglio irto il folle
tuo remo e la vela si tende chiara
col suo bianco tepore di lenzuolo

mercoledì 22 febbraio 2012

Antiche barche




Sfoglio un grosso libro di fotografie,
antichità, di viaggio reportages
di esploratori ottocenteschi inclini
a contemplare dall'alto e incorniciare
a fuoco, in buona luce e ombra, quadri
d'esistenza remota e primitiva
fiori di bianco e nero rifioriti
nei fanghi di paesucoli e borgate...
e d'improvviso un vento di maestrale
ogni foglio scompiglia, volano via
le foto di famiglie, di casette
di terra e sassi, le buie facce scure
dei minatori in fondo alla miniera,
resta in ultimo un mare in controluce
barche in attesa silenti e ferme al molo
in un dolce dondolio d'altalena
che chiude gli occhi piano e dentro resta
uno sfavillio lontano di nivea
rena sui liti in lunga riga stesa


domenica 19 febbraio 2012

Castelsardo COLORI



la collina tra i suoi sassi
sciorina gocce d'arcobaleno





Bosa NASSE




Guardano gli occhi delle case il mare
s'ergono in vista d'una
vela che il vento porta
le loro bocche schiuse parlano
d'orse e di carri e lune e di maree
le trame delle laboriose nasse
a timido riparo
come dame ventaglio

domenica 5 febbraio 2012

ALGHERO A MAGGIO




ALGHERO
Alghero è morbida al sole di maggio lisciata dal ponente
sul golfo scintillante si sporge a specchiare i suoi colori
impavesata di bandierine festanti
danzante al suono di mille campanellini d'argento
sugli alberi maestri dei suoi yachts