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martedì 16 luglio 2013

Fiore di Feijoa sellowiana




esotico fiore 
all'esplosione dei tuoi soli rossi
pistilli vivi s'irradiano 
 fosforescenti stille
zampilli di fuochi d'artificio
o mille zampe pelose
di velenoso ragno


mercoledì 2 gennaio 2013

vecchio con cane





A tempo scaduto

Così mi pento
mi pento di molte
cose
di non saper amare ormai
e di non avere mai amato mai
così ho cancellato anche il ricordo
ed è calato l’oblio sui rigurgiti
antichi ed i tentativi falliti
e le annaspanti ricerche
e le attese
e poi solo costruzioni mendaci
-a me stessa tessevo ingenui inganni-
mi pento di molte cose
d’essermi svenduta per codardia
disperso i miei talenti
rinunciato
alla mia lotta per la libertà
dietro gli obblighi nascosta mi sono
e femminili debolezze debole
piccola
donna che perduto ha
l’orgoglio vestendo i panni di volta
in volta di madre e d’ape operaia
regina no
non ambivo allo scettro
o ad un trono dorato ma l’ordine
della mia coscienza incerta attendevo
chinando il capo
mi pento di molte
cose dell’aver creduto coraggio
la rinuncia
di me e scambiato per scelta
la resa
ma dal mio pentimento non avrò
perdono nè tempo sulla bilancia
dei tanti patimenti e delle poche
gioie ci sarà
per scontarne il peso

mercoledì 5 dicembre 2012

Bambina con aquilone



IL PRESENTE E IL SOGNO
Com'è passata presto
quell'età insensata
te ne stavi svagata nei tuoi sogni
non toccavi coi piedi la terra

E chiudendo gli occhi
ti vedevi vivere
nel turbine del tempo
e intanto non vivevi il tuo presente




NELL'INFINITA PRATERIA

Com'era nella corsa
ardita
inseguendo del vento
la canzone
la melodia del tempo
la bambina

Fino a librarsi a volo
nell'infinita prateria
spiccando all'orizzonte
il suo tuffo ad angelo


sabato 10 novembre 2012

mercoledì 22 agosto 2012

ARCO


Arco di  calcificate vertebre
si staglia curvo
contro un cielo senza nubi
scoccata la sua freccia
sta pietrificato nel gesto teso
all'ombra torta del capelvenere

giovedì 31 maggio 2012

luce e ombra



sole e ombra pertugi sbarre spiragli
donde entra esce
come l'onda che frange la riva
entra esce 
la luce che inonda l'anima
e poi si ritira

martedì 28 febbraio 2012

INDONESIANE





FANCIULLE IN FIORE


Fanciulle in fiore di fiori vi ornate
e di sorrisi accesi
la festa che si ripete illuminate
diversi e uguali  insieme
i volti ai voti attesi
volgete devoti come in preghiera
all'arrivare della primavera
e il vostro piccolo cuore fremente

giovedì 23 febbraio 2012

CAVALCATA



          CAVALCATA

Fremono i cavalli nella ressa                        
e il sole accende le fiamme
dei bianchi velluti  e dei rossi
scorre d'un lampo la via nei giorni
svuotata e di folle assente
calcata d'umili villani
intenti alle faccende
per un giorno  rinasce di spiriti
indomiti  che  della festa l'abito
a balentìa ridesta





                                                                                                                               




                                                                                                                                                     IL VIAGGIATORE  

Con incedere lento al passo va 

nel dondolio si cullano i pensieri
che all'unisono volgono alla strada
cavallo e cavaliere
e la strada risponde noncurante 
con la stessa canzone
del mite viaggiatore











martedì 21 febbraio 2012

DISGELO



Si ritira la neve
molle dalle pendici,
stanno sull'orlo via via più esteso
penduli i boschi colti
nell'istantanea luce,
trame nere di sterpi fanno trina
quasi mani a trattenere tese
il languore disciolto
di lattea lava
che d'infuocate polle
punteggiando la terra
la convalle dilava.
Un'umile preghiera d'attesa,
che ancora un poco duri,
prima dell'estate prosciugatrice




ANDARSENE



Andarsene.
Là dove la campagna si fa bosco
E dall’incerto crepuscolo sale
la bruma opalescente
sugli odori delle erbe
selvatiche  e dei funghi.

Dove il tempo si è fermato
e s'intrecciano ghirlande
lungo le grandi montagne dell’est.

Dove in cima a guardare
anche in piena estate brilla la neve
e ad ascoltare d'ali di farfalle
vibra l'aria sui frutti
di bosco racchiusi
nel lembo del grembiule sollevato



SENEX



Ruvida la superficie delle grezze lane
s'impiglia d'ombre e sudori,
dal passo polveroso gli scarponi
segnano la via al cavallo bizzoso,
nell'orbita profonda l'occhio indugia
dalla serenità d'altri mondi
all'asfalto fumante delle città.
Non c'è l'oggi dell'universo privo di centro
della centrifuga vanagloria
delle generazioni che volano senz'ali
in un'aria senza orizzonti e senza porti,
non c'è l'io d'insofferenza malato
di languore sfinito
accecato di luci
sordo di troppo rumore.
Non c'è morte o vita, nè età,
sul volto scalpellato
dalle intemperie dell'eterno


Le Tre Grazie



  


















ritorno stanca spossata la sera
non è cosa
di cercare tra angoli
spigolosi e contorti spasmi
il filo degli interiori monologhi
diventati nonsense nel dare
forma a ciò che non ce l'ha
- frugo nei visi sconosciuti e bianchi
 e nel puerile sorriso
dove s'impiglia, sì,
quella cosa che a me sfugge
e che non è innocenza:
obliqui sguardi le fini labbra rosse -
il giorno vola dalle fatiche della vita
che la natura ha dato
e giunge presto la sera con le sue
luminarie







ANTICO MODERNO



Le ragazze dai volti spavaldi e gli occhi lucenti
ridono mostrando le gole nude e nascondono nei cuori i loro segreti
tra le sete d'antichi telai e le trine ricamate dalle mani delle bisnonne.
I neri velluti e gli scialli colorati -
dormienti nelle cassapanche intagliate e nei cassetti dei vecchi comò -
riprendono vita e carne danzando i balli in tondo
al suono delle fisarmoniche.
Le ragazze smettono un momento i loro liberi giochi,
gli studi all'università e i loro progetti di viaggi e di lavoro,
racchiudono nei corpetti sbuffanti fragranti pensieri
di spighe di grano e di ghirlande d'eriche e asfodeli
e incedono maestose a testa alta
regalmente portando lo scettro di una saggezza millenaria




lunedì 20 febbraio 2012

TEMPO DI VENDEMMIA



Volevo disegnare le cose
che brillavano dense di colori
davanti ai miei svagati occhi
incerta la matita sul foglio bianco
altre cose inventava
volumi tra linee su piani
evanescenti nubi
del vento i percorsi
sulle colline lontane
ma dov'era
il loro corpo vero
il solo loro corpo nudo
dov'erano le parole vere
di quelle cose
le sole che alle cose
danno i colori?




domenica 19 febbraio 2012

SOLE E OMBRA




sole e ombra pertugi sbarre spiragli
donde entra esce
come l'onda che frange la riva
entra esce 
la luce che inonda l'anima
e poi si ritira

domenica 12 febbraio 2012

Gesturi LOGGIATO




Se tubano i colombi alle finestre
e il tocco ad ogni quarto
della campana ai tuoi sonni
mattutini s'intona 
spiando tra gli scuri socchiusi
un fiotto d’oro t’acceca
mentre gli occhi volgi alla giara gialla
che si staglia nel fondo della via,
e se dalla cucina sale un aroma
di caffellatte e pane abbrustolito
ed è il volto di nonna che ti sorride
nell’acciottolio delle stoviglie,
sei nel luogo che il tempo non scolora
e la memoria d'improvviso accende  

domenica 5 febbraio 2012

SCHIZZI D'INCHIOSTRO

cielo a ricami





GITA A SORGONO
Sotto le ardesie scolorite dei tetti
allo scalpiccio d'acciottolato  
rallenta un poco il viaggio. 
Un gatto miagola e lontano
risponde un sonaglio d'armenti,
la donna chiama
in un grido ripetuto
e l'abituale richiamo del pastore
fischia al cane il ritorno.
Rallenta un poco il viaggio
seduto sulla soglia alla polvere
della strada, assapora
gli odori della terra
e godi questo raggio di sole
che ancora indugia


STAZZO DI SARDEGNA
le sere di settembre
nel camino un ciocco che sfrigola
e sul tetto di canne
le dita della pioggia
accompagnano il vento





CASA DI CAMPAGNA
dondola l'ombra d'un ramo dove un pettirosso ha appena spiccato il volo
frinisce la cicala e l'accompagna nel suo moto perpetuo
il cigolio mi culla dolcemente






LA MIA CASA

il mio regno è la casa
il mio guscio - solido e duro
come la corazza della tartaruga-
il mio nido appeso al ramo
che dondola nella tempesta
ma niente lo potrà strappare
dal suo moto leggero d'altalena

è un mondo grande
affastellato d'oggetti e carte
dove s'accumula il tempo
che non si perde
dove gli affetti caldi
forse intiepidiscono un po'
ma al tocco d'un sospiro si ravvivano

è un mondo piccolo - e antico-
perchè non conceda spazio
alla paura degli orizzonti
troppo aperti
dei mari troppo agitati
degli uomini troppo bugiardi
e degli sguardi indifferenti
della gente che non capisce

dal guscio io vedo ogni mio stupido
errore ed ogni ingenuità
so che chiudermi dentro
è il mio peccato più grande
ma è forte la tentazione
di sbattere la porta in faccia al mondo