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lunedì 27 maggio 2013

SGUARDO


dove guardi al tremulo orizzonte
che un punto s'indora al tramonto
e fermo espande la raggiera
rossa della sua coda di pavone
t'invita il mistero del tempo oltre
la gobba incendiata del mondo

sabato 2 giugno 2012

MAMMA A VENT'ANNI




Perchè scrivere una nuova poesia
quando ti ha colto d'improvviso
la stretta unghiata della commozione
pietà d'altri dolori a te lontani
ma non tanto che non sia
l'umanità che è in te che brucia
e trema
sfrigolando e geme
con lo stesso rumore fumoso
e rosso
lo stesso sangue
e acqua che scorre
sulla tua anima nuda
scava rivoli nella polvere
di silenzi e frantumati
scogli d'ardesia
e nero
come la tua stessa ombra
tremante all'agguato
dei giorni che ancora verranno
e porteranno lacrime
o forse gioie

ma poche credo
che troppa consapevolezza
e troppa empatia
t'unisce al modo delle umane
sciagure





mercoledì 14 marzo 2012

DOMENICA




Cerchi il riposo di una domenica
qualsiasi, dolce come la luce
 dalla finestra che si frange tiepida
sulla tavola appena sparecchiata,
come d’un chiacchiericcio delle amiche
che t'accompagna, per essere ancora
un po' ragazza in un giorno di festa

martedì 28 febbraio 2012

LA LAMA DEL TUO SORRISO, MARTA



La lama del tuo sorriso
di luce coglie  e scintilla
lo spigolo  di marmo

il miele in dolcezza scioglie
che si nasconde ma nel fondo c’è

e dove lo sguardo  è fosco
si rischiara al ballo dei falò  
che covano la vampa 


giovedì 23 febbraio 2012

L'AMICA E L'INFANZIA


Non ero sola nel viaggio

Forse tu bambina solo giocavi
e ciò che era per me totale  per te
del tutto marginale
al centro dei tuoi infantili pensieri.
Quando io m’aggrappavo alla sartia del mio
viaggio e del tuo  tu allora
nel tuo sorridente mare di spuma
ai tuoi adolescenti orizzonti la prua
volgendo  non mi comprendevi se non
ciurma o zavorra di cui
liberarti in porto con i trastulli
della traversata  noiosi orpelli
E marcito cordame alla tua vela




Amiche Perdute
Tu scordato bene non mi ami più
E troppo brucia il senso del diniego
Che pure per molti anni io non coglievo.
Giunte all’età del bilancio sul piatto
Il diseguale peso dei ricordi
Incide come d’un vuoto che conta
Come d’un pieno e degli zeri somma
Esosa si fa a reclamare il debito.
Tu muta amica non sei ombra rimossa
Di più o meno inconsci sensi di colpa
Di un bene che solo per me ora intendo
È perduto e pianto coi miei vent’anni






martedì 21 febbraio 2012

CONCRETA VITA




Non mi culli malinconia
che io non scivoli nelle sabbie mobili
della mia pena
mi soccorra con la sua sferza
d'energia concreta vita
che da tutte parti d'ogni pertugio
fa varco di fuga
e di cose vere si fa scudo
che hanno spigoli e feriscono
e di colori forti acceca
ma farsi male così
è comunque un sentire d'esistere

lunedì 20 febbraio 2012

FRANGIA




La senti dove pulsa sulle tempie
cade la frangia accesa da un raggio
sulla fronte aggrondata
come sempre
cala sugli occhi velati di tristezza
ma più forse rabbiosi
della passata giovinezza
 malizioso potere cui sfugge ora
 il talismano che apriva porte
 e scorre annacquata nelle vene
una vita strapazzata e gualcita




domenica 19 febbraio 2012

L'età spensierata MARTINA




Allora tu vuoi cantare
a gola spiegata solo come cantare può
una ragazza nell'età spensierata

Allora vai oltre
le sbarre di una giornata persa alla finestra
oltre la curva della strada
che si piega di là dalla città
distrattamente indaffarata

Prendi i tuoi affetti più veri
perché sono l'unica catena che non pesa
prendi i pensieri brillanti
che ti guidano nei sentieri impervi
e ti rallegrano le solitudini
e ti illuminano nella notte quando non è stellata

Vai dove vuoi o dove puoi
quando sei stanca
getta l'ancora dei tuoi ricordi
dove della tua essenza intatta
alla mareggiata
sia solido appiglio la roccia caparbia

Occhi chiusi MARIA



Ho letto parole tante
alcune forse belle tutte inutili
che oltrepassassero la lamina
di rame specchiato.
Ho ascoltato parole
fiati deboli e forti tutti inutili
che potessero andare
oltre il limite che non si sono date.
Anche guardarsi negli occhi non serve
l'iride rifrange il dardo
in squame verdi e gialle
ma non lascia profanare
la monade della nostra
nudità


LUISA




Com'eri tu i ricci raccolti
la determinazione fissata
in lampi verdi
e indifferente passavi
col guizzo sulle gote
d'un trattenuto sorriso
da Monnalisa.

Non recidere il cordone
che la vita assottiglia,
l'inerzia con la sua lama fredda
incide e il silenzio
rinsecchisce
come un ramo spezzato.

lunedì 13 febbraio 2012

GATTA BAMBINA




Raggomitolata come la gatta
-che russa sul divano di velluto
e indifferente le vibrisse freme
al sogno della preda-
fingo una resa al sonno
ed estenuata protraggo nel buio
i pozzi neri dei miei occhi chiusi.

Vedo ronfare in morbidi sussulti
la gattina squama di tartaruga
che mi faceva le fusa e gli agguati
e carezzava con artigli pungenti
ma bonari il grembo che l'accoglieva,


sento la bambina aerea svolazzare
insieme a cento farfalle colorate
nell'aria tersa alla mattina presto,
odoro il grembiulino azzurro chiaro
le spighe fragranti dei suoi capelli
ondeggianti nel gioco,
tocco la bianca risata argentina
dei suoi dentini aguzzi e ne soppeso
la leggerezza di spuma.

Quando sguarda furtiva
dal verde delle sue grandi iridi
si parte un fiato di luce
e parla con la voce sua fanciulla



sabato 11 febbraio 2012

Alle Saline




Quel giorno di un' estate lo ricordo:
  lo sento dolcemente sulla spalla
nel bagliore delle nostre saline.

E' ancora lì il segno di noi
sulla nevicata di sassolini
dove delle piccole fosse arcuate
si fanno e si disfanno
modellate dal tempo e dalle maree