schizzi disegni dipinti , parole e rime, incerti scandagli di mondi tra dentro e fuori incerti
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lunedì 27 maggio 2013
lunedì 28 gennaio 2013
sabato 2 giugno 2012
MAMMA A VENT'ANNI
Perchè scrivere una nuova poesia
quando ti ha colto d'improvviso
la stretta unghiata della commozione
pietà d'altri dolori a te lontani
ma non tanto che non sia
l'umanità che è in te che brucia
e trema
sfrigolando e geme
con lo stesso rumore fumoso
e rosso
lo stesso sangue
e acqua che scorre
sulla tua anima nuda
scava rivoli nella polvere
di silenzi e frantumati
scogli d'ardesia
e nero
come la tua stessa ombra
tremante all'agguato
dei giorni che ancora verranno
e porteranno lacrime
o forse gioie
quando ti ha colto d'improvviso
la stretta unghiata della commozione
pietà d'altri dolori a te lontani
ma non tanto che non sia
l'umanità che è in te che brucia
e trema
sfrigolando e geme
con lo stesso rumore fumoso
e rosso
lo stesso sangue
e acqua che scorre
sulla tua anima nuda
scava rivoli nella polvere
di silenzi e frantumati
scogli d'ardesia
e nero
come la tua stessa ombra
tremante all'agguato
dei giorni che ancora verranno
e porteranno lacrime
o forse gioie
ma poche credo
che troppa consapevolezza
e troppa empatia
t'unisce al modo delle umane
sciagure
mercoledì 14 marzo 2012
martedì 28 febbraio 2012
giovedì 23 febbraio 2012
L'AMICA E L'INFANZIA
Non ero sola nel viaggio
Forse tu bambina solo giocavi
e ciò che era per me totale per te
del tutto marginale
al centro dei tuoi infantili pensieri.
Quando io m’aggrappavo alla sartia del mio
viaggio e del tuo tu allora
nel tuo sorridente mare di spuma
ai tuoi adolescenti orizzonti la prua
volgendo non mi comprendevi se non
ciurma o zavorra di cui
liberarti in porto con i trastulli
della traversata noiosi orpelli
E marcito cordame alla tua vela
Amiche Perdute
Tu scordato bene non mi ami più
E troppo brucia il senso del diniego
Che pure per molti anni io non coglievo.
Giunte all’età del bilancio sul piatto
Il diseguale peso dei ricordi
Incide come d’un vuoto che conta
Come d’un pieno e degli zeri somma
Esosa si fa a reclamare il debito.
Tu muta amica non sei ombra rimossa
Di più o meno inconsci sensi di colpa
Di un bene che solo per me ora intendo
È perduto e pianto coi miei vent’anni
martedì 21 febbraio 2012
CONCRETA VITA
Non mi culli malinconia
che io non scivoli nelle sabbie mobili
della mia pena
mi soccorra con la sua sferza
d'energia concreta vita
che da tutte parti d'ogni pertugio
fa varco di fuga
e di cose vere si fa scudo
che hanno spigoli e feriscono
e di colori forti acceca
ma farsi male così
è comunque un sentire d'esistere
che io non scivoli nelle sabbie mobili
della mia pena
mi soccorra con la sua sferza
d'energia concreta vita
che da tutte parti d'ogni pertugio
fa varco di fuga
e di cose vere si fa scudo
che hanno spigoli e feriscono
e di colori forti acceca
ma farsi male così
è comunque un sentire d'esistere
lunedì 20 febbraio 2012
FRANGIA
La senti dove pulsa sulle tempie
cade la frangia accesa da un raggio
sulla fronte aggrondata
cade la frangia accesa da un raggio
sulla fronte aggrondata
come sempre
cala sugli occhi velati di tristezza
ma più forse rabbiosi
ma più forse rabbiosi
della passata giovinezza
malizioso potere cui sfugge ora
il talismano che apriva porte
e scorre annacquata nelle vene
una vita strapazzata e gualcita
una vita strapazzata e gualcita
domenica 19 febbraio 2012
L'età spensierata MARTINA
Allora tu vuoi cantare
a gola spiegata solo come cantare può
una ragazza nell'età spensierata
a gola spiegata solo come cantare può
una ragazza nell'età spensierata
Allora vai oltre
le sbarre di una giornata persa alla finestra
oltre la curva della strada
che si piega di là dalla città
distrattamente indaffarata
Prendi i tuoi affetti più veri
perché sono l'unica catena che non pesa
prendi i pensieri brillanti
che ti guidano nei sentieri impervi
e ti rallegrano le solitudini
e ti illuminano nella notte quando non è stellata
Vai dove vuoi o dove puoi
quando sei stanca
getta l'ancora dei tuoi ricordi
dove della tua essenza intatta
alla mareggiata
sia solido appiglio la roccia caparbia
Occhi chiusi MARIA
Ho letto parole tante
alcune forse belle tutte inutili
che oltrepassassero la lamina
di rame specchiato.
Ho ascoltato parole
fiati deboli e forti tutti inutili
che potessero andare
oltre il limite che non si sono date.
Anche guardarsi negli occhi non serve
l'iride rifrange il dardo
in squame verdi e gialle
ma non lascia profanare
la monade della nostra
nudità
alcune forse belle tutte inutili
che oltrepassassero la lamina
di rame specchiato.
Ho ascoltato parole
fiati deboli e forti tutti inutili
che potessero andare
oltre il limite che non si sono date.
Anche guardarsi negli occhi non serve
l'iride rifrange il dardo
in squame verdi e gialle
ma non lascia profanare
la monade della nostra
nudità
lunedì 13 febbraio 2012
GATTA BAMBINA
Raggomitolata come la gatta
-che russa sul divano di velluto
e indifferente le vibrisse freme
al sogno della preda-
fingo una resa al sonno
ed estenuata protraggo nel buio
i pozzi neri dei miei occhi chiusi.
-che russa sul divano di velluto
e indifferente le vibrisse freme
al sogno della preda-
fingo una resa al sonno
ed estenuata protraggo nel buio
i pozzi neri dei miei occhi chiusi.
Vedo ronfare in morbidi sussulti
la gattina squama di tartaruga
che mi faceva le fusa e gli agguati
e carezzava con artigli pungenti
ma bonari il grembo che l'accoglieva,
sento la bambina aerea svolazzare
insieme a cento farfalle colorate
nell'aria tersa alla mattina presto,
odoro il grembiulino azzurro chiaro
le spighe fragranti dei suoi capelli
ondeggianti nel gioco,
tocco la bianca risata argentina
dei suoi dentini aguzzi e ne soppeso
la leggerezza di spuma.
Quando sguarda furtiva
dal verde delle sue grandi iridi
si parte un fiato di luce
e parla con la voce sua fanciulla
dal verde delle sue grandi iridi
si parte un fiato di luce
e parla con la voce sua fanciulla
sabato 11 febbraio 2012
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